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		<title>Casta. Banca Intesa fa regalo ai deputati: tassi di oltre il 5%</title>
		<link>https://danilasantagata.it/casta-banca-intesa-fa-regalo-deputati-tassi-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 10:03:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[banca Intesa]]></category>
		<category><![CDATA[casta]]></category>
		<category><![CDATA[deputati]]></category>
		<category><![CDATA[interessi]]></category>
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					<description><![CDATA[Casta. Tasso di interesse del 5,6250% sulla liquidità detenuta sul conto corrente aperto presso la filiale della banca interna alla Camera dei deputati Casta. Non bastavano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Casta. Tasso di interesse del <strong>5,6250%</strong> sulla liquidità detenuta sul conto corrente aperto presso la filiale della banca interna alla Camera dei deputati</h2>
<p>Casta. Non bastavano gli stipendi d’oro che i deputati percepiscono per “lavorare”, quando va bene, tre giorni a settimana. Ora a quelle cifre sbalorditive si aggiungono gli interessi che i conti correnti dei piani alti maturano: il <strong>5,6250%</strong>, contro lo 0,20%, che è la media dei tassi attivi per un conto corrente in Italia secondo un recente rapporto della Fabi, la Federazione autonoma dei bancari italiani. I signori “onorevoli” deputati percepiscono una cifra 28 volte superiore. Un solo commento: vergognoso</p>
<p>Un tasso di interesse così remunerativo spazza via qualsiasi investimento alternativo in titoli di Stato, obbligazioni, certificati di credito e, visto che il mercato sta iniziando a girare al contrario, anche in azioni.</p>
<p>Per la serie: chi dovrebbe rappresentare i cittadini italiani non fa che rubare, qua e là, dove capita, dove fa comodo, dove noi comuni mortali non potremmo mai arrivare.</p>
<p>Come si fa, alla luce di questo, ad aver fiducia in chi siede in parlamento? E infatti la fiducia viene sempre meno, in questa povera Italia via via più alla deriva, dove chi dice la verità viene spazzato via in un secondo e i signori deputati continuano impunemente a rubare indisturbati.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>25 Aprile, Antonio Scurati censurato da Rai e Meloni</title>
		<link>https://danilasantagata.it/25-aprile-antonio-scurati-censurato-rai-meloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 10:38:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[25 Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Scurati]]></category>
		<category><![CDATA[Bortone]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
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					<description><![CDATA[Non c&#8217;è stato Antonio Scurati in studio a Che Sarà, ieri sera su Rai3. Ma il suo monologo sul 25 aprile bloccato dalla Rai a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Non c&#8217;è stato Antonio Scurati in studio a Che Sarà, ieri sera su Rai3.</h2>
<h2>Ma il suo monologo sul 25 aprile bloccato dalla Rai a 24 ore dalla messa in onda viene letto integralmente, in apertura di puntata, dalla conduttrice Serena Bortone.</h2><p>Scurati la chiama violenza, molti altri, chi scrive compresa, censura. Perché tale è. Aggravata dal fatto che provenga dalla tv di Stato, che noi contribuenti paghiamo, ma che ormai è politicizzata al punto da perdere, una dopo l’altra, le personalità di spessore che hanno rifiutato di piegarsi ai diktat meloniani.</p>
<p>“La premier Meloni “si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza”: così scrive Scurati nel suo discorso e tanto è bastato perché la presidente del Consiglio lo bandisse, o almeno tentasse di farlo. Già, perché, con i sistemi di oggi è stato possibile divulgare il discorso dello scrittore, che in breve è divenuto virale.</p>
<p>Nonostante i tentativi di difesa da parte di Viale Mazzini e della premier in persona, c’è solo da constatare he la tv di stato è diventata organo di censura. Si ha la sgradevolissima impressione di esser tornati al 1925, perché la differenza con la legge sulla stampa di allora è davvero lieve, si tratta semplicemente del fatto che, se all’epoca la censura era ufficializzata, ora viene nascosta con goffi e maldestri tentativi.</p>
<p>Mi domando e vi domando dove andremo a finire di questo passo, augurandomi che i partiti escano al più presto dalla tv, perché questo sarebbe l’unico sistema per ritornare ad un’informazione libera, pulita e trasparente.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Giulia Cecchettin, un 25 Novembre nel lutto</title>
		<link>https://danilasantagata.it/giulia-cecchettin-25-aprile-nel-lutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 13:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[25 Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Cecchettin]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Cecchettin]]></category>
		<category><![CDATA[padre Giulia Cecchettin]]></category>
		<category><![CDATA[sorella Giulia Cecchettin]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;amore non uccide&#8221;, &#8220;Io non starò mai zitta&#8221;. Solo queste due frasi basterebbero a rappresentare la lotta contro la violenza indecente sulle donne. Oggi, giornata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;amore non uccide&#8221;, &#8220;Io non starò mai zitta&#8221;. Solo queste due frasi basterebbero a rappresentare la lotta contro la violenza indecente sulle donne. Oggi, giornata internazionale dedicata al tema, abbiamo la testimonianza del padre e della sorella, Elena, di Giulia Cecchettin. Purtroppo. Purtroppo perché Giulia avrebbe il diritto di essere ancora viva. Purtroppo perché il fatto che sia stata barbaramente uccisa da un uomo, preda dell&#8217;ira e della gelosia dovrebbe far riflettere.</p>
<p>Di fatto, con una chiamata alle forze dell&#8217;odine da parte di qualcuno che aveva visto un inizio di violenza accanirsi sulla ragazzina, lo Stato non è stato in grado di fermare la barbarie di quell&#8217;uomo di cui Giulia era vittima. Oggi quello pseudo uomo ha un nome e un cognome: Filippo Turetta. Si trova in Italia, nel carcere di Verona. Vedremo cosa la magistratura sarà in grado di fare contro quello che definire bestia è un eufemismo. Alla luce anche d&#8217;innumerevoli indizi che portano all&#8217;omicidio premeditato e, dunque, al carcere a vita, siamo impazienti di capire cosa sarà partorito dalla magistratura.</p>
<p>Un abbraccio al padre e alla sorella di Giulia e, soprattutto, l&#8217;augurio che il prossimo 25 novembre, non ci ritroveremo nuovamente di fronte a drammi del genere. Perché le donne sono esseri umani, inferiori, solo fisicamente, ad uomini che spesso se ne approfittano.</p>
<p>Perché ogni donna ha il diritto di vivere la propria esistenza priva di paura, senza il terrore che un mostro la faccia a pezzi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un aiuto dalle scuole primarie all&#8217;università</title>
		<link>https://danilasantagata.it/5644-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Mar 2023 16:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Mio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[analisi di testi letterari]]></category>
		<category><![CDATA[riassunti]]></category>
		<category><![CDATA[temi]]></category>
		<category><![CDATA[tesi di laurea]]></category>
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					<description><![CDATA[Tesi di laurea, temi, riassunti, analisi di testi letterari, dalle scuole primarie alla laurea siamo in grado di  fare ciò che non riesci o non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tesi di laurea, temi, riassunti, analisi di testi letterari, dalle scuole primarie alla laurea siamo in grado di  fare ciò che non riesci o non puoi fare tu.</p>
<p>Per info: +39 335 5693288</p>
<p>+39 340 5990299</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cutro, 67 morti in un naufragio che si poteva evitare</title>
		<link>https://danilasantagata.it/cutro-67-morti-in-naufragio-si-poteva-evitare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2023 04:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cutro]]></category>
		<category><![CDATA[MATTARELLA]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio Cutro]]></category>
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					<description><![CDATA[Cutro. Sono sessantasette le anime che hanno lasciato la vita nel mare calabrese di Cutro. Chi scrive non ha intenzione di farne una questione politica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cutro. Sono sessantasette le anime che hanno lasciato la vita nel mare calabrese di Cutro. Chi scrive non ha intenzione di farne una questione politica, né, tanto meno, di parlare di colpe e responsabilità; credo che tutto ciò sia già sotto gli occhi di tutti. L’intenzione, qui ed ora, è semplicemente quella di rendere omaggio alle persone che, sfuggite ad una realtà infernale, hanno trovato, anziché il rifugio e il sollievo in cui speravano, una morte catastrofica come può essere quella in mare d’inverno.</p>
<p>“Si potevano salvare”, “La procura apre un’inchiesta”: così si legge su qualche giornale. Ma siamo stanchi di sentire notizie al condizionale e, soprattutto, inutili in quanto rivolte al passato. Il nostro pensiero va solo alle sessantasette anime, tra cui bambini, la cui vita è stata spezzata mentre tentavano di salvarsi: un paradosso che, purtroppo, non è più una novità e che lacera il cuore.</p>
<p>La presenza di Mattarella fa piacere, ma non restituisce il respiro a quelle 67 anime che non possono più chiedere aiuto.</p>
<p>Da parte nostra, sessantasette lacrime per ognuna di queste persone, stroncate dal mare in tempesta, mentre ancora speravano di salvarsi da una realtà infernale. E l’inferno l’hanno trovato qui, nel mare di Calabria</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Meloni e flat tax, il modo più rapido per atterrare i lavoratori</title>
		<link>https://danilasantagata.it/meloni-flat-tax-modo-rapido-atterrare-i-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 07:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[Danila S. Santagata]]></category>
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					<description><![CDATA[Meloni: “Ѐ la fase più difficile nella vita della Repubblica italiana”. Ma, per tutta risposta, pensa di aumentare le tasse, riducendo alla fame le fasce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Meloni: “Ѐ la fase più difficile nella vita della Repubblica italiana”. Ma, per tutta risposta, pensa di aumentare le tasse, riducendo alla fame le fasce più deboli del Paese</h1><p>Meloni. “Ѐ la fase più difficile nella vita della Repubblica italiana”. Una cosa giusta l’ha detta, Giorgia Meloni, senza entrare nel merito della questione, che, però, è facilmente decodificabile: la recessione, le piccole e medie imprese sempre più frequentemente costrette a chiudere battenti a causa delle bollette troppo esose e, non ultimi, anzi primi, i lavoratori, autonomi o indipendenti essi siano, che devono fare i conti con un portafogli spesso non sufficiente sino a fine mese.</p>
<p>Dunque dal nuovo governo ci aspetteremmo misure urgenti per alleggerire i cittadini, in primis quelli meno abbienti. Che fa, invece, questo centrodestra che gli elettori hanno fatto andare a governare? Parla di flat tax, imponendo, così, una legnata ancora più dura agli italiani, tutti, anziché pensare di tassare maggiormente le fasce dei super ricchi, o, quanto meno, per non dire in aggiunta, iniziare una reale e concreta lotta contro gli evasori fiscali.</p>
<p>Per la serie: iniziamo proprio bene, signora Meloni, filofascista e vicina alle classi forti, quelle che stanno più in alto nella scala di potere e denaro di questo nostro paese, tanto bello, quanto dannato in fatto di uguaglianza, parola sempre più in disuso.</p>
<p>Se il programma di governo proseguirà su questa traiettoria storta, curva a favore dei ricchi, sarà davvero la rovina per gli italiani comuni, quelli seri, che lavorano e pagano le tasse e che si ritroveranno a terra con tutte le ruote, ancor peggio di quanto non sia accaduto sinora; e dire che non veniamo da un periodo di grande benessere, anzi.</p>
<p>La situazione che si profila, mi fa venire in mente una frase di Cullen Hightower: “C’è sempre qualcuno che è pagato troppo e tassato troppo poco; ed è sempre qualcun altro”. Lo statunitense è noto per aforismi e soprattutto battute sul filo di un’amara ironia. Peccato che, nel nostro paese, in questo momento più che mai, ci sia ben poco da scherzare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elezioni. Stravince Meloni, chi perde è l’Italia. Ecco perché</title>
		<link>https://danilasantagata.it/elezioni-stravince-meloni-perde-litalia-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 14:42:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[aumento pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Elezioni. Ѐ stata una vittoria schiacciante, quella del centrodestra, in un 25 settembre che sarà ricordato per sempre nella storia d’Italia. Una brutta pagina di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Elezioni. Ѐ stata una vittoria schiacciante, quella del centrodestra, in un 25 settembre che sarà ricordato per sempre nella storia d’Italia. Una brutta pagina di storia e non, sia ben chiaro, perché ha visto sempre più tangibile l’elezione di una premier donna, ma per ciò che questa signora rappresenta.</p>
<p>La pericolosità di Giorgia Meloni è radicata nelle sue origini e nella deriva filo fascista che la sua politica non ha mai rinnegato.</p>
<p>La stampa internazionale ha già urlato all’allarme: il New York Times parla di un’Italia che ha dimenticato il suo passato; “Il partito post-fascista di Giorgia Meloni in testa”, scrive l’agenzia France Presse. Ma non basta, tra i media internazionali c’è anche chi evoca l&#8217;eventuale “governo più a destra dai tempi di Mussolini”. Per la serie: tra i vari mali, gli italiani hanno optato per il maggiore. E già, perché, a dirla tutta, alternative valide alla Meloni proprio non ce n’erano. Ѐ anche vero, però, che la vittoria di qualunque altro partito e il paventarsi di chiunque altro come premier avrebbe rappresentato un’alternativa meno pericolosa.</p>
<p>Purtroppo, però, <em>così è, se vi pare. </em>Gli italiani si sono buttati quasi in massa a votare Meloni, verosimilmente perché rappresenta uno stacco netto con la politica fallimentare degli ultimi decenni o forse spinti da una campagna elettorale ineccepibile, questo bisogna ammetterlo, in cui si è parlato soprattutto di riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi, così come d’innalzamento delle pensioni minime, sociali e d’invalidità. Peccato solo che nel programma di Giorgia Meloni non ci sia una parola, dicasi una, sulla provenienza dei fondi da destinare a tali misure. La bacchetta magica, insomma, la signora bionda filo fascista, ancora non la possiede. Detiene, invece, il primato nello sparare a zero contro diritti che ritenevamo ormai indiscutibilmente acquisiti: dall’aborto all’uguaglianza di genere.</p>
<p>Anziché andare avanti, dunque, l’Italia rischia di tornare indietro di qualche decennio e, se pensiamo addirittura che non sia questo il pericolo maggiore, ci rendiamo conto di quanto il Paese rischi grosso.</p>
<p>E chiudo con una frase di Sandro Pertini, perfettamente calzante con la situazione in cui ci troveremo quando la signora bionda post fascista entrerà nel pieno del suo ruolo di premier: “Ѐ meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Morta Letizia Battaglia, addio alla fotografa che immortalò la lotta alla mafia</title>
		<link>https://danilasantagata.it/morta-letizia-battaglia-addio-fotografa-immortalo-lotta-mafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2022 11:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[È morta all’età di 87 anni, dopo una lunga malattia, Letizia Battaglia, nota fotografa di Palermo “Sogno che le battaglie intraprese non siano del tutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>È morta all’età di 87 anni, dopo una lunga malattia, Letizia Battaglia, nota fotografa di Palermo</h1>
<p><em>“Sogno che le battaglie intraprese non siano del tutto perdute </em>&#8211; aveva detto a gran voce qualche anno fa &#8211;<em> che qualcosa verrà… che nasceranno fiori da questi semi che abbiamo buttato nella terra. Sogno di poter vedere un po’ di questa bellezza. Prima di andarmene mi piacerebbe vedere nascere le prime foglioline e siccome 80 anni sono pochi, forse vedrò nascere questi fiorellini, o forse sto vaneggiando perché ancora non è tempo…”.</em></p>
<p>Letizia Battaglia, un nome, la storia di una vita. Una donna ed eccellente artista, che ha fatto della battaglia contro le ingiustizie la ragione della propria esistenza. Fino a poco prima della morte, il suo spirito era rimasto quello della cacciatrice d’istanti, senza mai sfiorare la retorica, immortalando, invece, realtà cruente, nelle cui opere le lacrime non scendono, ma s’innalzano verso una cruda verità, senza mai una sbavatura dall’autentica cronaca.</p>
<p>Tra le suo opere verità, troviamo scene di giudici, di poliziotti, di uomini delle istituzioni che hanno fatto della lotta alla mafia la propria ragione di vita, da <strong>Boris Giuliano</strong> a <strong>Ninni Cassarà, </strong>per non parlare della celebre foto in cui<strong> Piersanti Mattarella</strong>, veniva estratto dall’auto dal fratello<strong> Sergio</strong>.</p>
<p>Ma Letizia Battaglia non ha avuto paura neanche d’immortalare criminali di grosso calibro, come <strong>Luciano Liggio</strong> o<strong> Leoluca Bagarella</strong>, che la travolse scaraventandola a terra. Ma non aveva paura Letizia, nessun timore, un solo obiettivo: ritrarre la verità<strong>.</strong></p>
<p>Non solo mafia. La Battaglia voleva ritrarre personaggi che definisce “invincibili”. E ci è riuscita in pieno. Tra il 2013 ed il 2014 una sua mostra aveva come titolo proprio &#8220;Invincibili&#8221;. Ritratti di “spiriti liberi” che hanno contribuito a cambiare il corso della storia del mondo: da <strong>Rosa Parks</strong> a <strong>Freud</strong>, da <strong>Falcone e Borsellino</strong> a <strong>Che Guevara</strong> e ancora <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, <strong>Marguerite Yourcenar</strong>, <strong>Pina Bausch</strong> fino a <strong>Gesù Cristo</strong>. <em>&#8220;Invincibili </em>&#8211; diceva Letizia &#8211;<em> Perché così non moriranno mai. Rimarranno per sempre, questo voglio dire, semplicemente questo. Sino a dopo. Una specie di dono. I punti fermi della mia vita”.</em></p>
<p>Purtroppo i fiorellini dei semi che ha lanciato, non ha fatto in tempo a vederli. Purtroppo, anche una fogliolina, quella che le sarebbe bastata, quella bellezza, non le vedremo neanche noi, per chissà quanto tempo, fino a che non sarà fatta pulizia nelle istituzioni e la verità su ogni cosa si faccia strada per sbocciare, come anche noi attendiamo. Ma abbiamo fede, continueremo a sperare accanto allo spirito di Letizia Battaglia, perché quei fiorellini, prima o poi, sbocceranno, uccidendo l’omertà e facendo strada alla verità, di qualunque portata essa sia, dall’uccisione di <a href="https://www.danilasantagata.it/attilio-manca-omicidio-omerta-vergognosa-organi-stampa/"><strong>Attilio Manca</strong></a>, alle stragi di <strong>Capaci e Via D’Amelio</strong>, fino ai misteriosi, tardivi arresti di <strong><a href="https://www.danilasantagata.it/trattativa-riina-zittito-dallo/">Riina</a> e <a href="https://www.danilasantagata.it/trattativa-mafia-ufficiale-alcuni-misteri-irrisolti-condannato-ciancimino-assolto-mancino/">Provenzano</a></strong>.</p>
<p>Anche questo renderà onore alla memoria di Letizia Battaglia, donna e artista &#8220;invincibile&#8221; nella ricerca della verità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Giustizia, Cartabia e la riforma della vergogna</title>
		<link>https://danilasantagata.it/giustizia-cartabia-riforma-vergogna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 07:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Mio Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[Cartabia]]></category>
		<category><![CDATA[Danila S. Santagata]]></category>
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					<description><![CDATA[Prescrizione abolita solo dopo il primo grado di giudizio ed ergastolo ostativo: approvata la legge che dà una mano a delinquenti e mafiosi Giustizia. “Una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Prescrizione abolita solo dopo il primo grado di giudizio ed ergastolo ostativo: approvata la legge che dà una mano a delinquenti e mafiosi</h1>
<p>Giustizia. “Una poltrona scomoda”, così il ministro Cartabia definisce la carica che ricopre, mentre noi la chiamiamo col suo vero nome: “una poltrona inadeguata” per la guardasigilli che strizza troppo spesso l’occhio a chi delinque e, cosa ancora più grave, ai mafiosi.</p>
<p>Non ne facciamo un discorso di schieramento politico, quello poco importerebbe se a guidare uno dei ministeri più delicati e più importanti in un paese come il nostro, in cui la mafia la fa ancora da padrona e ancora troppo spesso stringe la mano ad uno Stato colluso; poco importerebbe se a capo del ministero della giustizia fosse persona degna, capace, pulita e avulsa dalle logiche che legano le alte sfere della politica alle mafie, in particolare quella siciliana.</p>
<p>Ci vorrebbe, a guidare il ministero della giustizia, una personalità di alto spessore, davvero convinta di voler combattere la delinquenza a tutti i livelli e soprattutto, le mafie. La Cartabia, a mio parere, così non è.</p>
<p>Qual è il senso di abolire la prescrizione dopo il primo grado di giudizio? La risposta, a mio avviso è semplice: lasciare modo e possibilità a chiunque di delinquere… tanto, il secondo grado probabilmente non arriverà mai. Una legge, questa sulla prescrizione, ben confezionata per gettare fumo negli occhi dei cittadini non bene informati, grazie ad organi di stampa asserviti ai poteri forti. Una vergognosa riforma che alla prescrizione, becero organo di difesa per chi delinque, non dà e soprattutto non toglie niente.</p>
<p>Per non parlare dell’ergastolo ostativo: uno schiaffo in faccia alla memoria di <a href="https://www.danilasantagata.it/capaci-25-anni-ricordo-limmutata-ipocrisia/">Falcone</a> e <a href="https://www.danilasantagata.it/via-damelio-matteo-depistaggio-gravissimo-avallo-magistratura-approfondire-indagini-sede-politica/">Borsellino</a>, proprio nel trentennale delle stragi in cui gli eroi anti mafia hanno perso la vita, insieme con atre persone davvero pulite, dedite alla Giustizia con la G maiuscola.</p>
<p>Che proprio nell’anno del trentennale delle stragi venga dato un duro colpo ad una delle leggi più fortemente volute dai due magistrati, è un’ingiustificabile vergogna ed anche un vero e proprio schiaffo alla memoria dei martiri e dei familiari che in quelle stragi sono rimasti uccisi,<br />
ma, non ultimi, ai cittadini onesti che credono ancora nella giustizia.</p>
<p>Qui stiamo parlando di un ergastolo ostativo accuratamente ammorbidito, che non solo non combatte le mafie, ma stringe loro la mano, com’è stato constatato da Signori magistrati, quali <a href="https://www.danilasantagata.it/mafia-procura-catania-csm-nega-lingresso-niccolo-marino-sa-troppo-sui-legami-mafia/">Sebastiano Adita</a> e <a href="https://www.danilasantagata.it/politica-corrotta-allarme-papa-matteo-italia-affonda-cresce-corruzione-continuano-gli-scandali-politici/">Nino Di Matteo</a>.</p>
<p>Ancora una volta, insomma, ci troviamo di fronte ad una riforma della giustizia che la giustizia la vede moto da lontano e soprattutto non fa nulla per combattere le mafie, quei poteri realmente forti con cui Stato e partiti politici devono avere ancora vergognosamente la possibilità di collaborare.<br />
E chiudo con una frase di <a href="https://www.ilsicilia.it/il-prefetto-di-ferro-cesare-mori-quando-il-fascismo-cerco-di-combattere-la-mafia/">Cesare Mori</a>, che, nonostante l&#8217;appartenenza politica poco condivisibile, trovo particolarmente significativa: “Se la mafia fa paura, lo Stato deve farne di più”.</p>
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		<title>Stato-mafia. Procura Catania, Csm nega l’ingresso a Niccolò Marino: sa troppo sui legami tra mafia e Stato</title>
		<link>https://danilasantagata.it/mafia-procura-catania-csm-nega-lingresso-niccolo-marino-sa-troppo-sui-legami-mafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Santagata]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2022 09:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mio Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Csm]]></category>
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		<category><![CDATA[Fabio Ignazio Luigi Scavone]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla parte di Marino, Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita Stato-mafia. La spiegazione ufficiale è che Marino non poteva concorrere per la procura di Catania [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Dalla parte di Marino, Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita</h1>
<p>Stato-mafia. La spiegazione ufficiale è che Marino non poteva concorrere per la procura di Catania a causa di una sentenza che avrebbe condannato alla censura il magistrato per omessa iscrizione di notizia di reato. Parola niente popò di meno che di Fulvio Gigliotti, membro laico del Csm, in quota M5S.</p>
<p>Quella ufficiosa, invece, da tenere sotto un fitto strato di lenzuola d’omertà, è che Marino è venuto troppo a stretto contatto con notizie comprovate di relazioni tra la mafia siciliana e le alte sfere dello Stato. Personaggio, dunque, non scomodo, ma proprio impresentabile in un paese dove onestà e verità vanno tenute il più possibile lontane dagli incarichi di potere. Ed è così, infatti, impresentabile, che hanno fatto apparire Marino, per non farlo salire al ruolo di procuratore della Repubblica di Catania. Una figura moralmente e giuridicamente troppo eretta per non essere tenuta ai margini di una giustizia che nel nostro paese non esiste, se non con il suffisso “in”, ben evidenziato, davanti.</p>
<p>La scusa trovata fa acqua da tutte le parti, tanto che una delle figure giuridicamente più autorevoli ed integerrime sotto ogni profilo del Csm, <a href="https://www.danilasantagata.it/strage-via-damelio-matteo-csm-ce-ne-fossero-come-sconfiggeremmo-mafie-rami-marci/">Nino Di Matteo</a>, ha affermato “<em>che non può avere un effetto preclusivo una sentenza che non è passata in giudicato”.</em> Come quella, appunto, che riguarda Marino.</p>
<p>Infatti, altro magistrato con la M maiuscola, tra i pochi in Italia, <strong>Sebastiano Ardita</strong>, ha ribadito che non sussisteva “<em>nessuno ostacolo formale. Perché la sentenza di cui si parla non è passata in giudicato&#8221;</em> ma è stata <em>&#8220;impugnata e la Cassazione a breve darà il suo esito&#8221;</em>.</p>
<p>Morale della favola<strong>, </strong>il Csm alla fine ha optato per<strong> Fabio Ignazio Luigi Scavone,</strong> attualmente Procuratore aggiunto al Tribunale di Siracusa, figura che, per carità, sarà rispettabilissima, ma non pericolosa quanto Marino per uno Stato che ha ancora troppo da nascondere.</p>
<p>E soprattutto, dunque, morale della favola, in questo paese si sarebbe fatto di tutto per non far salire un gradino in più ad una figura che si è sempre distinta per autorevolezza, indipendenza ed imparzialità, ad un magistrato che, come sottolinea ancora Ardita, avrebbe avuto un curriculum più che degno per ricoprire quella carica che gli è stata sottratta.</p>
<p><strong>Nino Di Matteo</strong> ha evidenziato come il magistrato Marino abbia lavorato nel territorio catanese, cioè in una zona in cui erano presenti e operavano<em> &#8220;i cosiddetti cavalieri del lavoro”, </em>rappresentanti di <em>“quella mafia che, seppure non articolata e potente come quelle palermitane, trapanesi e agrigentine, è stata la più attenta e capace di penetrare il tessuto economico e le pubbliche amministrazioni”.<br />
</em>Marino, ha proseguito Di Matteo, è un collega che <em>&#8220;ha affrontato alla Dda di Catania gli aspetti principali di Cosa Nostra catanese e gli aspetti principali dell’intreccio dell’attività di Cosa Nostra catanese con la politica”</em>.</p>
<p>Ma siamo in Italia, signori e, se sono finiti i tempi delle stragi, non sono ancora remoti quelli delle intimidazioni (vedi <a href="https://www.danilasantagata.it/rischi-matteo-improvvisamente-scatta-lallarme-csm/">Di Matteo</a> mentre indagava sul processo <a href="https://www.danilasantagata.it/trattativa-matteo-politica-istituzioni-processo-bersaglio-comportamento-napolitano-stampa-parte-tace/">Trattativa Stato-Mafia</a>) e soprattutto è arrivato il vento che va contro i magistrati troppo seri, coscienziosi, contro le figure giuridiche che non hanno paura di sollevare quel velo di omertà di cui lo Stato ha ancora fortemente bisogno. Quello stesso velo che ha consentito agli alti gradi di polizia e carabinieri di catturare Riina e Provenzano solo quando alla politica non servivano più a piede libero. Quello stesso, abominevole, velo di omertà, che ancora fa ritenere ai più Matteo Messina Denaro latitante, solo perché ancora, a questo Stato becero e lurido, fa comodo che il boss sia in libertà.</p>
<p>E sì, siamo in Italia quell’Italia che non ci piace, quella che teme la verità che noi, invece, vorremmo urlare a gran voce, per fare, una volta per tutte, una seria pulizia che, invece, ancora, purtroppo, appare quanto mai lontana.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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