Depressione, l’allarme dell’OMS: il suicidio, seconda causa di morte nei giovani
21 Maggio 2026“È tutto così faticoso. Vorrei fare, sappiamo cosa è giusto, alzarsi, lavarsi, attivarsi nel quotidiano, ma è così difficile, non riesco, è tutto così tanto faticoso mentalmente.
Quando sono ricaduta in modo più grave ho ripreso la cura che avevo già fatto in passato, aumentando la dose, credevo di poter stare meglio, di poter smettere di piangere almeno per un giorno, ho ripreso a mangiare, ma adesso sono decisamente più autolesionista del passato, e non so, non parlo più con la psicologa né con lo psichiatra, sono sparita. Sono stanca”.
Ѐ solo una delle tante, sconvolgenti rivelazioni trovate per caso in un gruppo dedicato alla depressione su Facebook. Non facendo nomi per ovvie ragioni, ritengo che questa persona soffra in modo patologico. Usa espressioni allarmanti: “sparita”, “stanca”.
Ѐ un dolore acuto che quasi avvertiamo solo leggendo, è qualcosa che nessuno nella vita dovrebbe mai provare . E vado avanti
“Dopo l’ennesimo tentativo di cura ovviamente fallimentare sono ormai senza speranze. Ho provato tutti i farmaci antidepressivi e antipsicotici esistenti, ho provato il litio, ho provato benzodiazepine, ho provato combinazioni di tutti questi. Nulla, rimango solo con la mia voglia di sparire perché svegliarmi la mattina è solo una fatica e una sofferenza”.
Anche qui, niente di poco preoccupante. Sofferenza autentica, da cui per altro si teme di non avere via di fuga. Mi fermo qui con le testimonianze, ma potrei andare avanti per pagine e pagine.
I dati su quella che ormai è definita la “malattia del secolo” parlano chiaro e parlano la lingua di una situazione in sempre maggiore espansione ed oltre tutto, in aumento tra i più giovani.
Solo nel 2026 si è avuto un aumento del 20% di casi tra i giovani.
L’Organizzazione mondiale della sanità lancia un allarme che non può passare inosservato: entro il 2030 la depressione diventerà la principale causa di disabilità nel mondo.
Ma gli allarmi non si fermano qui: sempre secondo le statistiche, il 24% della popolazione under 25 manifesta sintomi depressivi.
Nuove generazioni, dunque, ragazzi giovani che la vita dovrebbero mangiarsela a morsi ed altro dato preoccupante è che il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani.
Come possiamo stare a guardare tutto questo? E cosa, se c’è una possibilità, possiamo fare in concreto?
Sono domande che rivolgeremo quanto prima agli esperti, non potendo fare a meno di domandarci quanto la disumanizzazione del mondo in generale e della geopolitica in particolare possa aver influito e quanta parte invece possa essere attribuita ai social network.
Danila S. Santagata







