Pil, Italia all’ultimo posto. Portafogli cittadini sempre più vuoto, ma il governo arma le guerre
22 Maggio 2026Pil, l’Italia è il Paese che crescerà meno nella Ue nel 2027 (0,6%). Dombrovskis, il commissario europeo per l’economia: La situazione può anche peggiorare
Le previsioni economiche di primavera annunciate ieri dalla commissione europea cadono come un mattone sulla testa degli italiani. Già, perché sarà un problema in termini macroeconomici, ma, quello che più preoccupa, è il portafogli dei cittadini, già in netta difficoltà.
La crescita del Pil dell’Italia sarà la peggiore fra gli Stati europei nel 2027. La crescita italiana si attesterà allo 0,6% nel 2027, unica insieme a quelle del Belgio e della Germania (entrambe allo 0,9%) a rimanere sotto l’1%. A seguire Francia e Paesi Bassi all’1,1%. Le economie che cresceranno maggiormente nel 2027 dovrebbero essere Malta (3,6%), Irlanda (3,4%), Polonia (2,8%) e Cipro (2,7%). La Spagna dovrebbe crescere dell’1,9%, attestandosi sopra la media Ue (1,4%). Nel 2026 l’Italia avrà un aumento del Prodotto interno lordo dello 0,5 per cento. Rispetto alle previsioni di autunno la Commissione ha tagliato di 0,3 punti percentuali la crescita per l’anno in corso e di 0,2 punti percentuali per il prossimo anno.
La drammatica situazione internazionale, lo Stretto di Hormuz che rimane bloccato, il conflitto che non si ferma, tutto rema contro l’economia mondiale.
Ma perché, mi domando e vi domando, gli altri paesi si tengono a galla ed il nostro precipita. A parere di chi scrive è semplice: i signori che ci governano guardano al patto di stabilità, agli accordi con gli altri stati, continuano a finanziare le guerre, guardano al proprio orticello, ma non badano al portafogli degli italiani.
Il problema, dentro al problema, sta a monte. Dall’entrata in vigore dell’euro, il costo della vita è raddoppiato, per triplicarsi ultimamente, mentre gli stipendi rimangono intatti, nonostante la “signora” Meloni, dal popolo con furore, ormai abituata agli agi dei piani alti di palazzo Chigi sostenga il contrario, non si capisce con quale coraggio e, soprattutto, consultando quali dati, che, sempre e comunque, le remano contro.
Come tutto ciò non bastasse, il costo dei carburanti continua a salire ed oggi il governo, che si riunirà subito dopo l’incontro con le associazioni degli autotrasportatori per scongiurare il blocco già proclamato dal 25 al 29 maggio, prorogherà le principali misure per tamponare il caro-carburanti, come il taglio delle accise su benzina e diesel, ma saranno ancora una volta limitate e temporanee.
Il solito specchietto per le allodole, insomma. Il governo le tenta tutte per apparire dalla parte dei cittadini. Ma ormai nessuno ci casca più.
E il guaio forse peggiore è che dalle opposizioni non provengano proposte sostanziali, nessuna voce che non si limiti a criticare le mosse di una maggioranza, che, unico dato positivo, è in netto calo nei sondaggi.
Damila S. Santagata







