Occupati, disoccupati: il paese dell’ingiustizia
3 Luglio 2026Istat: Diminuzione di occupati e disoccupati associati alla crescita degli inattivi
Diminuzione di occupati e disoccupati associati alla crescita degli inattivi. Ѐ quanto viene fuori dalle ultime analisi dell’Istat.
A questo si aggiunga che un uomo, a parità di lavoro, guadagna circa il 30% della donna. Altro dato, la maggior parte dei lavoratori in Italia si sottopone quotidianamente a rischi per la salute, il più delle volte per uno stipendio da fame.
Se a tutto ciò connettiamo le condizioni di lavoro di deputati e senatori, ne viene fuori un paese che fa acqua da tutte le parti. Un’Italia in cui troppa gente vive esclusivamente per lavorare, percependo stipendi bassissimi e con la pensione che si allontana sempre di più ed è sempre meno generosa.
A questo proposito, abbiamo intervistato Nicola (nome di fantasia), 58 anni, carpentiere.
“Il mio lavoro non è facile, soprattutto perché si svolge sempre all’aperto e, soprattutto col caldo di questi giorni, rischiamo quanto meno un’insolazione”
Per avere maggiori chiarimenti, in che consiste esattamente il lavoro di carpentiere? “Restaurare case, mettere a posto strade logorate dal tempo”
Lei ha famiglia?
“Moglie e due figli”
Riesce a dedicare loro qualche momento di serenità?
“Pochi, sempre meno in realtà. Sono sempre troppo stanco a causa del lavoro”
Qual è il suo stipendio mensile?
“1.500 euro”
Come fa a mandare avanti una famiglia di quattro persone con soli 1.500 euro?
Sorride
“Ci si arrangia”
E la pensione, quanto tempo deve aspettare ancora?
“circa una ventina di anni” sorride ancora “e poi, più che una pensione , potremmo parlare di un atto di carità”.
Questa è l’Italia, o almeno anche questa, quella di Nicola. E se azzardiamo il paragone con un deputato o senatore che, dopo stipendi che orma tutto ritengo conosciamo, dopo 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di mandato effettivo, conquistano il diritto a quel vitalizio che tutti sogneremmo. Quello stesso vitalizio per l’abolizione del quale sono state presentate diverse proposte di legge, volutamente cadute nel dimenticatoio.
A Nicola chiediamo: come fa ad accettare tutto questo? Sorride ancora
“Preferisco vivere onestamente e fare il mio umile lavoro, anziché fregare la gente per tutti quei soldi”
Grande risposta. Ma il problema resta. Viviamo nel paese dell’ingiustizia e della disparità più assoluta.
D’altra parte diceva Lev Tolstoj: “Siedo sulla schiena di un uomo, soffocandolo, costringendolo a portarmi. E intanto cerco di convincere me e gli altri che sono pieno di compassione per lui e manifesto il desidero di migliorare la sua sorte con ogni mezzo possibile. Tranne che scendere dalla sua schiena.”
Danila S. Santagata







