Troppe spese per la difesa”: opposizione unita per chiedere di “riconsiderare gli impegni Nato”
4 Giugno 2026Alla fine le opposizioni hanno trovato l’intesa: I gruppi alla Camera di Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra e Italia viva chiedono di ridurre le spese per il riarmo. Nel documento si chiede anche “una revisione integrale del patto di stabilità”
Qualche buona notizia ogni tanto arriva anche dalle stanze ovattate dei palazzi del potere, dove su comode poltrone siedono lor signori che dovrebbero rappresentare i cittadini, ma pare facciano tutt’altro, almeno per la maggior parte del tempo.
La prima buona notizia è che un’opposizione da troppo tempo dormiente pare si sia svegliata, almeno in parte, se non altro per questioni urgenti.
E la seconda è che l’abbia fatto in una mozione unitaria, in cui si chiede di “riconsiderare urgentemente gli impegni assunti in sede Nato in materia di spese per la difesa“, considerando quanto queste abbiano un “impatto strutturale sulla finanza pubblica di fatto insostenibile alla luce dei dati Istat”.
Nel documento, presentato a prima firma dell’esponente del M5S Filippo Scerra, viene chiesta anche “una revisione integrale del patto di stabilità”.
Sono quindi due i punti chiave sui quali l’opposizione chiede che “un eventuale scostamento di bilancio sia esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al sostegno per la sanità pubblica e per famiglie e imprese colpite dalla crisi energetica, escludendo che le risorse disponibili siano assorbite da impegni di spesa militare”.
Certo, non possiamo non evidenziare che era da giorni che le opposizioni ci stavano lavorando e non era proprio una questione difficile, anzi forse anche un ragazzino delle scuole medie ci sarebbe riuscito. Così come non possiamo sottolineare l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale, di fronte al quale, per evitare la sconfitta totale e la riconsegna dell’Italia a un governo fascista le opposizioni dovevano per forza svegliarsi. Speriamo solo che continuino su questa linea.
Danila S. Santagata







