Il Paese dei delinquenti a piede libero
8 Giugno 2026Archiviato dell’Utri per le stragi del ‘93
“Mancano elementi concreti su contatti-rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi”. Solo questa, sinora, la valutazione diffusa dalle agenzie sul provvedimento firmato dalla Gip del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, con cui ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti dell’ex senatore Marcello Dell’Utri, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui mandanti esterni delle stragi di mafia del 1993.
Dell’Utri ha scontato una condanna per concorso esterno a Cosa Nostra a sette anni di carcere. Ora le sue malefatte e i rapporti con Cosa nostra vengono archiviati. Dire che è scandaloso è un eufemismo.
Un uomo che pagava sistematicamente la mafia è rimasto per oltre vent’anni protagonista del mondo grottesco della politica italiana. Già, perché cose del genere se ne vedono solo in questo paese, dove la giustizia non esiste, anzi esiste, ma il più delle volte funziona al contrario. Pensiamo solo alla vita politicomafiosa di Giulio Andreotti o dello stesso Berlusconi. Oggi siamo governati da nuovi fascisti che strizzano l’occhio a Cosa Nostra e magari anche alle altre mafie.
Le prove, schiaccianti, della colpevolezza di Dell’Utri c’erano tutte. Ma la magistratura, miope forse per scelta, lo ha assolto da tutto. D’altra parte in questo paese politica e corruzione sono sinonimi.
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