Record povertà, ma il governo pensa a finanziare le guerre
17 Giugno 2026I dati sulla povertà in Italia sono sempre più allarmanti. Ѐ quanto dice il Rapporto Caritas diffuso martedì: nel 2025 i centri di ascolto dell’ente pastorale hanno seguito 282.539 persone, in ulteriore aumento dell’1,7% rispetto al 2024. Mai così tante.
“Se ci sono i presupposti per rilanciare – e per me pericolosamente – la questione del riarmo, non può non esserci lo spazio per la questione del consolidamento della dignità delle persone. Non siamo una società autenticamente degna, civile se per le armi troviamo soldi e invece per l’umanità no, è una questione di civiltà”. Così il presidente di Caritas italiana, monsignor Benoni Ambarus, durante la presentazione dei numeri.
Malgrado l’occupazione in crescita, almeno secondo i dati, il misto di inflazione e riduzione dei sussidi ha aggravato una situazione sociale già drammatica. Ѐ il caso di ricordare l’abolizione del Reddito di cittadinanza approvata nel 2023 dal governo Meloni.
Secondo l’Istat, i poveri assoluti in Italia sono 5,7 milioni, un record storico. Dopo che la misura del Reddito di cittadinanza è stata sostituita dall’Assegno di inclusione, decisamente meno generoso, sostegni come quello della Caritas sono tornati a essere un sostituto del welfare pubblico.
E questo sarebbe un paese civile? Questo è il Paese della vergogna, la nazione in cui esistono i ricchi, molti dei quali evadono le tasse, esistono i potenti e poi esiste la povera gente che non ha neanche un tetto sopra la testa. Oltre 500 persone hanno dichiarato di dormire in macchina. E poi ci sono i signori politici, che si susseguono negli anni. I nomi cambiano ma i loro interessi rimangono esclusivamente rivolti alla casta.
Ma questi stessi signori che ci governano non possono più girare la testa dall’altra parte, non curandosi dei problemi reali dei cittadini e pensando al patto di stabilità e al sostegno al riarmo. Si tratta di un’indecenza non più tollerabile.
Danila S. Santagata







