Strage di Firenze. Di Matteo: “Complicità istituzionali hanno avuto ruolo decisivo”
28 Maggio 2026Mafie. Per comprendere a fondo la strage di Via dei Georgofili bisogna capire “quanto, ad ogni livello, abbiano avuto un ruolo spesso decisivo complicità istituzionali, anche sotto forma di omertà, di squallidi motivi e convenienze di parte, se non di veri e propri depistaggi”.
Parole del procuratore nazionale antimafia, Nino di Matteo, già consigliere del Csm, non smentiscono nulla della sua figura: integerrimo uomo di legge, di giustizia, di verità, di lotta all’omertà.
Intervenendo in occasione del 33° anniversario della strage di Firenze avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio, il magistrato, come fa sempre e da sempre, ha parlato fuori dai denti. Bisogna analizzare i fatti “a livello giudiziario, a livello politico, a livello storico, giornalistico, culturale”
“La strage di Via dei Georgofili – ha aggiunto – non può essere ricostruita esattamente in maniera compiuta se non insieme agli altri attentati precedenti e successivi. Se non insieme, ovviamente, alla strage di Capaci, alla strage di Via d’Amelio, agli attentati poi successivi nella notte tra il 28 e il 29 luglio del 1993, all’attentato, per fortuna fallito, del 23 gennaio ’94 allo Stadio Olimpico di Roma”.
“La strage di Via dei Georgofili – ha aggiunto – non può essere ricostruita esattamente in maniera compiuta se non insieme agli altri attentati precedenti e successivi. Se non insieme, ovviamente, alla strage di Capaci, alla strage di Via d’Amelio, agli attentati poi successivi nella notte tra il 28 e il 29 luglio del 1993, all’attentato, per fortuna fallito, del 23 gennaio ’94 allo Stadio Olimpico di Roma”.
Ѐ necessario, secondo Di Matteo considerare e non trascurare “il particolare contesto nazionale, politico nazionale e internazionale, e le trattative in quel momento in corso tra pezzi dello Stato ed esponenti di vertice di Cosa nostra“.
Di Matteo ha apprezzato molto il convegno, in quanto è “la testimonianza di una memoria intesa non come sterile esercizio retorico che si limita al ricordo, magari emozionato ed emozionante, delle vittime, ma come approfondimento dei contesti in cui le stragi sono avvenute, per cercare di colmare quegli evidenti spazi di verità tuttora inesplorati, che non sono stati colmati fino ad ora da indagini e da dibattimenti già celebrati”.
Il titolo del convegno stesso, come il procuratore ha sottolineato ha una forte eloquenza: il mosaico incompiuto delle verità giudiziarie.
Danila S. Santagata







