Meloni: non più soldi per le armi
29 Maggio 2026Meloni. La presidente del Consiglio entra in campagna elettorale con i suoi abituali metodi: menzogne
“Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa. Anche se io penso che l’Italia e l’Europa debbano fare di più per difendersi da sole. Vorrei che l’Italia fosse una nazione che non deve dire grazie a nessuno, quindi okay soldi per la difesa ma servono risorse anche per l’energia”. Parola del presidente del Consiglio, quindi, mi sia consentito dire, inaffidabile.
Entra in campagna elettorale a piede dritto Giorgia Meloni, dal popolo con furore.
Ma lo fa dicendo verità inesatte e sottovalutando, com’è suo solito fare, l’intelligenza dell’elettorato. Bene lo sa lei e benissimo i suoi ministri dell’Economia e della Difesa.
Con quest’ultimo, secondo alcune fonti, ci sarebbe stata una lite furibonda nella mattina di martedì. E dunque la “signora” premier, dopo la lettura dei giornali, si suppone, ha sentito la necessità di mantenere quella parte idiota di elettori che l’hanno portata a capo di palazzo Chigi. Lo ha fatto a Mattino Cinque.
Secondo Meloni, il governo, che ha speso un miliardo di euro in due mesi per tagliare le accise sui carburanti e mitigare le conseguenze della crisi energetica dovuta alla guerra in Iran, sta chiedendo flessibilità sul patto di Stabilità.
Come arma di ricatto, utilizza la partecipazione al programma SAFE (Security Action for Europe): se non ci danno la flessibilità sull’energia, l’Italia non prenderà i 14,9 miliardi che ha prenotato dal programma SAFE e così metterà in serio imbarazzo la Commissione perché l’intero programma risulterà un fallimento.
Piccolo problemino “signora” Meloni: la flessibilità non è indispensabile e soprattutto la mancata partecipazione a SAFE sarebbe un danno soltanto per il nostro paese, visto che farebbe crescere la spesa per gli interessi.
Danila S. Santagata







